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'Quali colombe dal disio chiamate......'

Così Dante, nel V canto dell'Inferno, inizia a raccontarci la storia di Paolo e Francesca, i due cognati amanti. Le anime sono abbracciate e trascinate dalla tempesta infernale. Si trattengono però qualche minuto e raccontano piangendo la loro storia.

Chi erano questi due personaggi?

Paolo Malatesta, detto il Bello, nacque a Verucchio, un piccolo centro sull'Appennino emiliano intorno al 1250.

Era figlio di Malatesta da Verucchio, signore di Rimini.

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Suo fratello maggiore si chiamava Giovanni, detto Gianciotto (Gianni zoppo) a causa di una malformità e il minore aveva nome Malatestino, detto dell'Occhio, perché aveva preso una sassata da bambino che lo aveva reso cieco da un occhio.

 

 

A poco più di vent'anni Paolo si era sposato e aveva avuto due figli. Era un giovane molto attento alla politica e insieme al padre combatté contro i Montefeltro, essendo alleato di Guido da Polenta.

Le sue doti diplomatiche lo portarono ad essere scelto dal papa Martino IV come Capitano del Popolo a Firenze nel marzo del 1282. Qui forse Dante ebbe occasione di conoscerlo.

Con il suo ritorno a Rimini la sua promettente carriera, appena agli inizi, venne interrotta dalla tragica morte.

Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia.

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Nel 1275 Guido decise di offrire la figlia in sposa a Gianciotto Malatesta che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. I due padri si accordarono.

Qualcuno azzardò un consiglio: "...voi male accompagnate questa vostra figliuola, è bella e di grande anima, ella non starà contenta di Gianciotto..." Messer Guido insistette "Se essa lo vede soltanto quando tutto è compiuto, non può far altro che accettare la situazione".

 

 

 

E allora l'inganno. Fu inviato a Ravenna Paolo il Bello, il fratello del futuro marito.

Francesca lo vide "...fu una damigella di là entro, dimostrato da un pertugio d'una finestra a madonna Francesca, dicendole – madonna, quegli è colui che dee esser vostro marito – e così si credea la buona femmina, di che madonna Francesca subito in lui pose l'anima e l'amor suo" e accettò con gioia.

Ebbe luogo un matrimonio per procura.

Quando Francesca si rese conto della verità era troppo tardi e si rassegnò. Ebbe una figlia che chiamò Concordia.

 

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Francesca trascorreva molti mesi nella Rocca di Gradara e qui spesso veniva Paolo, che aveva dei possedimenti in zona.

 

Una camera nella Rocca di Gradara

 

 

Malatestino "che da quell'uno occhio vedeva fin troppo bene", spiando, s'accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca.

Un giorno del settembre 1289, Paolo si recò a Gradara per una delle sue solite visite e qualcuno, forse proprio Malatestino, avvisò Gianciotto.

 

 

Quest'ultimo ogni mattina partiva per Pesaro dove era Podestà e tornava a tarda sera. Quel giorno finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto e ...

 

 

07 Paolo e Francesca, A. Feuerbach, XIX secolo

 

 

 

 

Dante fa dire a Francesca che lei e Paolo stavano leggendo la storia di Lancillotto e Ginevra, e "come amor li strinse", si diedero un bacio e smisero di leggere.

 

 

 

 

 

 

 

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Proprio in quell'istante Gianciotto li sorprese.

 

 

 

Accecato dalla gelosia estrasse la spada. Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che si trovava vicino alla porta ma si dice che il vestito gli si impigliasse in un chiodo. Dovette tornare indietro e, mentre Gianciotto lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo. Gianciotto li uccise entrambi.

 

 

 

 

 

Mentre Francesca fa il suo racconto a Dante, Paolo piange. Il Poeta crede di morire per la pietà che prova e conclude

'E caddi come corpo morto cade'

 

 

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