01 Giovanna d'Arco, miniatura del 1485

 

 

 

Più che una breve vita la sua è stata una lunga leggenda, una leggenda che dura ancora.



 

02_La casa natal a Domrémy

 

 

 

 

 

 

A Domrémy, un villaggio della Lorena che conta oggi circa 280 abitanti, nasceva il 6 gennaio del 1412 una bambina.

 Era la figlia di Jacques Darc, un contadino, e fu chiamata Giovanna.

 

 

 

 

Giovanna, come usava a quei tempi nelle campagne, non andò a scuola.

Doveva però aver imparato a scrivere, almeno la sua firma, perché essa appare alla fine di una lettera del 1430 ai cittadini di Reims. Si firma Johanne.

 

03 Lettera con firma autografa

 

La madre di Giovanna si chiamava Isabella, era una donna forte e di grande personalità. In casa c'erano anche due fratelli e due sorelle.

Giovanna era una ragazza robusta, coraggiosa, intraprendente e molto pia. Lavorava nel podere oppure portava a pascolare le pecore del padre sulle rive della Mosa, il bel fiume che scorreva vicino alla sua casa.

Tutto iniziò quando aveva dodici anni. Un giorno stava sdraiata su un prato a riposare dopo una corsa con gli amici, sola.

 

04 Le voci, dipinto di Lepage

 

E sentì delle voci che le sussurravano:

'Ricordati che sei figlia di Dio e devi compiere il suo volere'.

05 Le voci

 

 

 

 

 

 


 

Qualche tempo dopo si trovava sul fiume con le pecore e udì una voce che le disse:

'Giovanna, è l'arcangelo Michele che ti parla. Sappi che ti attende un grande compito, ma sarai aiutata da Dio'.

 

 

 

 

Anche la notte, nel buio, Michele tornava a parlarle e, man mano che passava il tempo, le parole dell'arcangelo diventavano sempre più chiare ed esplicite:

'Devi abbandonare tutti, padre, madre, fratelli e amici e servire il regno di Francia come soldato e come condottiero di eserciti'.

Poche parole sulla situazione politica della Francia in questo periodo per poter capire gli avvenimenti della vita di Giovanna.

 

 

06


 

In quel momento non c'era un re francese: infatti pochi anni prima il re Carlo VI (detto il Folle dato che era veramente impazzito) morendo aveva diseredato il figlio, il delfino Carlo VII, e aveva nominato proprio erede il re d'Inghilterra.

 

08 Carlo VII

 

 

 

 

Il giovane Carlo VII era fuggito da Parigi e raccoglieva intorno a sé un grande numero di sostenitori che volevano scacciare gli inglesi e rimettere lui sul trono di Francia.

La Lorena, patria di Giovanna, era fedele al delfino.

Quando aveva sedici anni le visioni le dissero che si doveva recare alla corte di Francia.

Con la scusa di andare ad assistere una cugina ammalata partì di casa e raggiunse Chinon dove si trovava la corte, ma non riuscì a farsi ricevere.

 

 

 

Pochi mesi dopo correva voce che gli inglesi assediavano Orleans. Se avessero vinto si sarebbero impadroniti anche di gran parte della Francia a sud della Loira.

 

07 Miniatura 1505 di A. Dufour

 

Giovanna non poteva più aspettare. Parlò con la famiglia, con gli abitanti di Domrémy delle voci, delle visioni che le ordinavano di partire. Fecero una colletta e le comperarono un cavallo e una spada.

 

La fanciulla partì e questa volta fu ricevuta. Era il gennaio del 1429.

Era vestita con i semplici panni di un paggio. Che differenza fra lei e gli eleganti cortigiani e le ricche dame che ostentavano elaborate acconciature!

Non si lasciò intimidire e, dritta e a testa alta, camminò fino al trono.

Al giovane delfino avevano detto che c'era una visionaria, una che sosteneva di sentire voci angeliche, che doveva per ordine divino parlare con lui.


 

 

La tradizione ci racconta che Carlo volle mettere alla prova le capacità di questa strana persona che dichiarava di essere inviata da Dio.

Scelse un cavaliere della sua età (venticinque anni), il più riccamente vestito e lo fece sedere sul trono. Poi lui si inserì in un gruppetto di cortigiani che stavano lì accanto.

Quando Giovanna arrivò al trono guardò appena il giovane seduto, poi si diresse con sicurezza verso il gruppetto. Ricordiamo che lei non aveva mai visto il delfino e allora non esistevano foto, giornali, TV.

Si inginocchiò davanti a Carlo e disse con voce chiara e profonda:

'Gentile e grazioso principe, mi chiamo Giovanna la Pulzella e mi manda a te il Re dei Cieli'. (Pulzella, cioè fanciulla, era il suo soprannome)

 

08b_Giovanna_interrogata_P._Delaroche_1824

 

 

 

Il delfino fu molto colpito ma, non ancora convinto del tutto, chiese al tribunale ecclesiastico di giudicarla sia per le visioni sia per il fatto che andava in giro vestita da uomo, cosa a quei tempi scandalosa.

I giudici dissero che le visioni erano innocue. E, se la fanciulla era capace di destare l'entusiasmo contro gli Inglesi, continuasse pure la sua missione. Per quanto riguardava il vestiario, non avrebbe potuto andare a combattere in abiti femminili!

Le voci le avevano comandato di liberare Orleans dagli Inglesi per prima cosa e poi di far incoronare Carlo re di Francia nel duomo di Reims.


 

 

 

 


Ottenne dal delfino il permesso di cavalcare in testa all'esercito in marcia verso Orleans, sola al comando.

La sua presenza entusiasmava le truppe e nel giro di due mesi la città venne liberata.

 

10 a

 

 

 

Altre città e vaste regioni vennero riconquistate in breve tempo alla Francia dall'inarrestabile Pulzella, sorretta dalla sua fede cieca nel volere divino. Gli Inglesi si dovettero ritirare.

Carlo trovava sempre più sostenitori che lo consideravano il legittimo sovrano della Francia, finché Giovanna ottenne il secondo suo scopo: l'incoronazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

10 Incoronazione di Carlo VII

 

Il 17 luglio Carlo veniva consacrato con l'olio santo nella cattedrale di Reims, dove tutti i re di Francia erano stati incoronati fin dai tempi più antichi.

In piedi accanto al sovrano c'era Giovanna, con l'armatura e lo stendardo bianco.

Nell'aprile del 1430 Giovanna sentì di nuovo le voci: 'Presto verrai fatta prigioniera'.

 

 

 

 

11 Giovanna prigioniera dei Borgognoni, miniatura

 

 

 

 

E questo accadde dopo un mese, fuori dalle mura di Compiègne.

Le truppe borgognone ebbero la meglio e la presero prigioniera.


 

 

Poi la vendettero agli Inglesi per la somma di diecimila scudi d'oro.

L'ingrato re Carlo non fece nulla per liberarla.

12 Il Castello di Rouen


Fu portata a Rouen e rinchiusa nel torrione del castello.

Gli inglesi volevano a tutti i costi liberarsi di lei, ma preferirono affidare Giovanna ad un tribunale ecclesiastico francese. Vi fu un lungo processo e la Pulzella fu sottoposta a estenuanti domande circa le voci e la sua missione.

Era accusata di essere eretica. Il processo durò oltre quattro mesi.

 

13 La pira

 

 

 

Alla fine fu giudicata colpevole e condannata al rogo.

Il 24 maggio del 1431, nella piazza del mercato di Rouen, Giovanna saliva sul rogo. Aveva 19 anni.


 

 

 

 

 

 

 

 

15 Rouen, la Piazza del Mercato vecchio, oggi

16 L'aiola dove un tempo ci fu la pira

 

 

 

 

 

 

 

 

La piazza oggi con l'aiola fiorita dove si trovava la pira.

 

 

18 Santa Giovanna d'Arco, Ingres, XIX secolo

 

 

 

 

Venticinque anni dopo papa Callisto III ordinò di rifare il processo e Giovanna venne dichiarata innocente.

Nel 1920 la Pulzella d'Orleans, come ormai fu chiamata, fu santificata e proclamata patrona di Francia.

 

 

 

 

 

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