01 Il Diluvio, J. Martin, 1834

 


In tantissime culture, sparse in tutto il mondo, è presente un diluvio oppure una grande inondazione avvenuti in tempi molto molto remoti. Le storie conosciute sono oltre duecentocinquanta. Ne ho scelte alcune, quelle che ho trovato più interessanti. 

Il mito dei Sumeri

 

02 Tavoletta cuneiforme, VII secolo a.C., British Museum, Londra

 

Al British Museum di Londra è conservata una tavoletta cuneiforme che risale al 7° secolo a.C. con un racconto del Diluvio

 

03 sumeri map

 

 

 

 

 

 

 

 

Il re eroe sumero Gilgamesh dopo mille avventure incontra Utnapistim, un suo avo, nell'Isola dei Beati.

 

E Utnapistim racconta:

'Gli dèi decisero di distruggere il mondo, gli uomini e tutti gli altri esseri, mandando il Diluvio. Ma Ea, il dio delle acque volle salvare almeno un uomo con i suoi familiari e mi rivelò il segreto nella capanna fabbricata con giunchi nella quale io dormivo:

 

04 Sigillo cilindrico, III millennio a.C

 

 

Casa di giunchi, casa di giunchi,
casa di giunchi, ascolta!
Uomo che abiti qui, abbatti la casa,
costruisci una nave, salva la vita,
ogni seme di vita porta nella nave
poi sali e lanciala nel mare
 

 

 

 

 

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Io risposi che avrei obbedito. E chiesi: Ma, se qualcuno mi domanda perché costruisco una nave, che cosa devo rispondere?' E il dio: ' Dì che hai deciso di andare a vivere in mare.'

Così feci e, quando cominciò a grandinare, salimmo a bordo. Dopo aver caricato i miei averi, i familiari e i servi, il bestiame e gli animali dei campi, chiusi le aperture e affidai il vascello al mio nocchiero.

L'uragano infuriò per sei giorni e sei notti, distruggendo tutto. Poi la violenza diminuì, il mare si calmò e i venti cessarono. Guardai fuori: c'era solo fango e io piansi.

 

06 Bassorilievo sumero

 

Mandai fuori una colomba, poi una rondine, ma tutte e due tornarono perché non sapevano dove posarsi.

Intanto le acque scendevano e, quando mandai fuori un corvo, questo non ritornò

Capii che si poteva scendere a terra e subito sacrificai agli dèi. Essi accorsero sentendo il buon profumo delle carni'

 

 

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Nella mitologia degli indiani Mojave vi furono due dèi che addestrarono i primi uomini. Uno insegnò loro le arti e le cose buone, l'altro insegnò la guerra e allora gli uomini divennero cattivi.

 

 

08 Una barca, incisione rupestre Mojave

 

 

Il primo dio allora si adirò e mandò un diluvio che distrusse la terra e tutti i suoi abitanti. Si salvò soltanto una fanciulla in un tronco cavo. Il tronco aveva galleggiato sulle acque finché non si vedeva più nulla intorno. Alla fine le acque si ritirarono e il tronco toccò terra. La fanciulla si domandò se sarebbe rimasta per sempre sola. Mentre riposava, il sole splendeva su di lei e dalle rocce le cadevano addosso fresche gocce.

Ella diede alla luce un maschio il cui padre era il sole e una femmina il cui padre era l'acqua. A partire da queste due creature la terra di ripopolò.

Questa incisione rupestre, a destra, ci mostra come gli antichi indiani Mojave vedevano il diluvio. Ognuno dei VVVVVVV rappresenta onde che salgono.

 

09 Un uomo in barca, icisione rupestre Mojave

 

 

 

E quest'altra mostra una figura umana in barca

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nella mitologia Buryat, Siberia orientale, si racconta che il dio Burkhan consigliò a un uomo di costruire una grande barca e di caricarci tutti gli animali perché sarebbe venuto un grande diluvio. L'uomo obbedì e si salvò.

 

 

 

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Non potè però caricare l'Argalan-Zan, il Principe degli animali, cioè il mammuth, perché era troppo grosso. Ecco perché questo animale non esiste più, di lui si trovano solo le ossa.

 

 

 

 

 12 Pittura degli aborigeni australiani

 

 

 

Gli aborigeni d'Australia delle coste settentrionali sostengono che l'enorme serpente cosmico Yurlunggur sarebbe il reale responsabile del diluvio, provocato per punire due sorelle che si erano comportate male nella sfera sessuale.

Il serpente poi le inghiottì, ma alla fine le sputò fuori e permise loro di cominciare una nuova stirpe umana

 

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Secondo altri aborigeni australiani durante l'Era dei Sogni viveva una enorme rana che si chiamava Tiddalik. Una mattina si svegliò con una sete inestinguibile e cominciò a bere. E continuò finchè tutta l'acqua dolce non fu finita.

Animali e piante cominciarono a morire.

 

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Allora tutti gli animali dell'Australia si riunirono per trovare una soluzione al grave problema.

L'unica maniera, decisero, era di far ridere la rana. Ci provarono tutti ma senza successo. Finalmente ci riuscì l'anguilla, contorcendosi nelle mosse più buffe.

Gli occhi mezzo addormentati di Tiddalik si aprirono, il suo grande corpo tremò, la sua faccia si rilassò, e, alla fine, scoppiò in una risata che risuonò come un tuono. L'acqua eruppe dalla sua bocca in un enorme inondazione che riempì tutti i fiumi e coprì la terra. Solo le montagne più alte erano visibili, come isole in mezzo al mare. Pochissimi uomini sopravvissero.

 

 

15 Il dio Toth

 

 

 

Per quanto riguarda l'antico Egitto noi abbiamo addirittura le parole esatte del dio. Sono riportate nel Libro dei Morti.

Thot è adirato con l'umanità: 'Cancellerò tutto quello che ho creato. La terra entrerà nell'abisso acqueo per mezzo di un furioso diluvio e tornerà tranquilla come era ai primi tempi'

Il dio Thot veniva rappresentato con la testa di ibis.


 

 

 

 

 

 

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In Cina

La dea Nu Kua dal corpo di serpente aveva creato gli uomini con dell'argilla gialla. Alcuni modellandoli con cura (i nobili), altri lasciando solo gocciolare l'argilla (i contadini).

Più tardi la dea sottomise un re ribelle.

Costui, non sopportando di venir vinto da un essere femminile, battè la testa contro i Pilastri del Cielo per suicidarsi. Si formò così un buco da cui uscì un interminabile diluvio.

Morirono tutti gli uomini.

Nu Kua tappò il buco del cielo con dello stucco di cinque colori e il diluvio finì .



 

  

 

 

Per gli antichi Greci la storia era questa:

Deucalione era figlio di Prometeo ed era un uomo saggio e giusto.

Aveva sposato sua cugina Pirra, figlia di Epimeteo e Pandora (quella del vaso). Pirra vuol dire 'rossa', perciò possiamo immaginare che avesse questo colore di capelli. Deucalione e Pirra erano destinati a diventare padre e madre di tutta l'umanità.

Quando Zeus, adirato con gli uomini dell'età del bronzo, decise di sterminarli tutti, vide che almeno una coppia era degna di essere risparmiata, proprio Deucalione e Pirra.


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Prometeo, conoscendo le intenzioni di Zeus, andò dal figlio e gli consigliò come fare. Deucalione costruì una grande cassa e in essa entrò insieme alla moglie.

Poi cominciò a piovere.

L'acqua salì, la cassa galleggiò e per nove giorni vagò sulle acque che avevano coperto tutto, finché non si posò sul monte Parnaso.

 


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Quando uscirono, i due si trovarono soli e si sentirono infelici. Allora Zeus mandò Ermes, che chiese loro di esprimere un desiderio. Essi risposero che volevano dei compagni.

 

 

 

 

Ermes a questo punto suggerì di gettare le 'ossa della madre' dietro le spalle. Pirra inorridì a quell'idea, ma Deucalione capì di che cosa si trattava: i sassi erano le ossa della terra, madre di tutti. I sassi gettati da Deucalione divennero uomini e quelli gettati da Pirra, donne.

Vari pittori hanno rappresentato il mito di Deucalione e Pirra. Questa tela è di Rubens.

 

17 Deucalione e Pirra, P. P. Rubens

 

 

 

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Nella Colombia centrale abitano i Muisca.


 

 

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I loro progenitori vivevano come animali, poi venne il dio Bochica, un vecchio con la lunga barba bianca, che insegnò loro tutto: a costruire una casa, a seminare il grano, a vivere in modo civile.

Forse geloso di questo, il dio delle acque che aveva nome Chibchacun decise di inondare il territorio dei Muisca. Morirono quasi tutti, finché tornò il vecchio dalla lunga barba bianca camminando su un arcobaleno (che era Cuchaviva, la dea sua sposa). Bochica spaccò le montagne con il suo bastone magico aprendo un passaggio per le acque verso la vallata sottostante.

La cascata di Tequendama la si può vedere ancora oggi.

 

 

Alla fine il buon Bochica punì Chibchacun obbligandolo a portare il mondo sulle spalle. Il mondo è pesante e quando il dio lo sposta, per riposarsi, da una spalla all'altra viene un terremoto.

 

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I Bella Coola, Indiani del Canada, raccontano che il creatore del mondo, Masmasalarich, aveva legato la terra al sole per evitare che sprofondasse e per tenere il sole alla giusta distanza. Un giorno il dio allungò la corda, così la terra affondò nell'acqua che la coprì completamente, perfino le cime delle montagne più alte.

Cercarono gli uomini di salvarsi con delle barche ma morirono quasi tutti.


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Quando Masmasalarich riaccorciò la corda la terra riemerse dalle acque. I sopravvissuti, si trovarono a parlare lingue diverse per essere stati separati, mentre prima dell'inondazione la lingua era una sola.

 

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Secondo gli indigeni delle Isole Palau, in Micronesia, le stelle sono gli occhi degli dèi.

Un giorno un uomo osò salire al cielo e rubò uno degli occhi.

Questa cosa fece infuriare gli dèi che mandarono un grande diluvio come punizione

 

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I Samo-Kubo della Papua Nuova Guinea

La colpa degli uomini fu quella di far arrabbiare le lucertole, prima facendo troppo rumore, e in seguito prendendole in giro. Alla fine L'Uomo Lucertola si adirò talmente che provocò una grande pioggia per giorni e giorni. L'acqua invase tutto, la gente annegava.

Due fratelli si costruirono una zattera e ci salirono sopra. Altri tentarono di arrampicarsi a bordo, ma c'era posto solo per due. I fratelli furono gli unici a salvarsi.


 

 




 

In alcuni miti non si tratta di acqua piovana ma di altri liquidi

 

Nel Victoria (sud-est dell'Australia), si crede che Bunjil il Creatore, abbia voluto punire gli uomini per il male che commettevano. Causò allora una terribile inondazione alzando il livello del mare. Facendoci pipì dentro.

 

25 La dea Hathor

 

 

Per gli Egizi esiste anche un altro mito

Ra, il dio del Sole, ha timore che gli uomini diventino più potenti di lui, perciò invia Hathor a punirli. La dea ne uccide così tanti che il loro sangue versato nel Nilo causa una grande inondazione


Qui vediamo la dea in trono

 

 

 

 

 

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Nella mitologia degli indiani Mikmaq, il male e la cattiveria tra gli uomini crebbero al punto di uccidersi tra di loro. Questo causò un così grande dispiacere al dio-creatore-Sole che pianse.

Le lacrime divennero pioggia, sufficienti a creare un diluvio.

 

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Le persone tentarono di salvarsi viaggiando su canoe di corteccia, ma solo un uomo vecchio e una donna sopravvissero e popolarono la terra.

Un bambino Mikmaq così immagina l'antica storia

 

 

 

 

Nella mitologia indù si racconta di una grande inondazione.

 

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Una mattina, mentre Vaivaswata si stava lavando le mani nel fiume, catturò un pesce.

'Abbi cura di me e io ti salverò' disse il pesce. 'Da che cosa mi salverai?' chiese Vaivaswata. 'Un'inondazione spazzerà via tutti gli esseri umani e io ti preseverò.'

Il pesce quindi gli disse di tenerlo vivo in un recipiente di terracotta e di cambiargli il contenitore man mano che lui cresceva: prima una fontana, poi uno stagno, poi un lago e infine l'oceano.

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L'uomo ubbidì e venne il diluvio.

Su consiglio del dio, Vaivaswata legò la nave con una fune al grande corno magico che era cresciuto sulla testa del pesce.



 

 

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Navigò a lungo superando le montagne e quando le acque si ritirarono legò la nave a un albero. Vide che non c'era più nessuno. Pregò per poter avere compagnia e fece sacrifici. Fu creata una donna, così i due vissero insieme e procrearono un grande numero di figli.

 

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Leggende indiane narrano che il Diluvio torna ogni quattro milioni di anni a distruggere la Terra. Allora Visnù si trasforma in una gran tartaruga, dèi e demoni ricostruiscono il nostro pianeta che si appoggerà su elefanti appoggiati sopra la tartaruga. Ci vorranno mille anni.


 

 

      

 

Nella maggioranza dei miti il superstite o i superstiti si salvano su un'arca, una canoa, un tronco d'albero. Ma alcuni si discostano alquanto.

 

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Per gli Indiani Lenape del Delawere, poche persone riuscirono a scampare al diluvio arrampicandosi sul dorso di una tartaruga. E fu una strologa (un grosso uccello nordico nero con macchie bianche) che li salvò. Essa arrivò portando della terra nel becco per mostrare che conosceva un luogo asciutto e si fece seguire fin là.

 

 

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In Lituania, tanto tempo fa il dio supremo Pranzimas, guardando giù dalla sua finestra celeste, vide guerre e ingiustizie fra gli uomini e per punirli inviò due giganti, l'Acqua e il Vento a distruggere tutto. Mentre gli uomini cercavano invano di salvarsi, il dio mangiava noci. Qualche guscio cadde giù e atterrò su una montagna dove alcuni disperati si erano rifugiati. Questi salirono sui gusci di noce (dovevano essere davvero grandi) e sopravvissero al diluvio.

I Kammu della Thailandia del nord tramandano che un fratello e una sorella videro un giorno un topo che stava facendo un buco in un pezzo di bamboo. Il topo disse loro che si scavava una barca per salvarsi. Un diluvio era in arrivo. Anche loro si sarebbero salvati se si fossero nascosti dentro un tamburo. Così fecero e, mentre le zattere degli altri si capovolsero, i due rimasero vivi.

 

 

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Gli Indiani Skokomish, che abitano nello stato di Washington, narrano che il Grande Spirito, adirato per la cattiveria degli uomini, decise di distruggerli tutti tranne uno che era buono. Gli insegnò come fare.

L'uomo scoccò una freccia dentro una nuvola, poi un'altra freccia dentro la prima, e poi una terza dentro la seconda e un'altra ancora finchè si formò una corda di frecce dalla terra al cielo. L'uomo e la sua famiglia e gli animali buoni iniziarono a salire arrampicandosi alla corda.

 


Quando gli uomini e animali cattivi si avvicinarono, l'uomo spezzò la corda.

Il Grande Spirito provocò molti giorni di diluvio inondando tutto fino alle cime dei monti coperte di neve. Dopo che i cattivi furono annegati la pioggia smise. I buoni cominciarono a ridiscendere sulla terra.

Ecco perchè nella zona abitata dagli Indiani Skokomish non vi sono serpenti.

 

Argentina del sud, i Selk'nam

Quando giunse l'inondazione che coprì il mondo, alcuni uomini salirono sulle banchise di ghiaccio e mangiavano pesci e si comportavano come pinguini. Quando l'acqua scese, qualcuno rientrò nel villaggio, ma molti rimasero. Si trasformarono in grandi pinguini imperatore.

 

 

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Vicino Oriente

I Sumeri avevano un altro mito, oltre a quello di Utnapistim, il primo di questa ormai lunga serie di Diluvi.

 

Re Ziusudra dopo molti anni di regno fu avvertito dal dio Enki che ci sarebbe stato un diluvio. Fece allestire un'arca dove si imbarcò con la famiglia. La storia prosegue con l'arca che alla fine si arena su un alto monte.

Forse non avrei raccontato qui la sua storia così simile a tante altre se il bravo Ziusudra non avesse fatto qualcosa che nessun altro, dei 250 Noè di cui ho letto, fece.

Egli scrisse la storia e le tradizioni del suo popolo e, prima di imbarcarsi, ripose le tavolette a Sippar, la città del dio Sole.

Questa stele risale al 9° secolo a.C.

 

 

 

 

 

I Murato, nell'Ecuador

Un Murato stava pescando in un lago quando abboccò un piccolo coccodrillo. Il pescatore lo uccise. La madre coccodrillo si adirò e cominciò a battere l'acqua con la coda. Questo causò una inondazione che fece annegare tutta la popolazione, tranne un uomo che si era arrampicato su una palma. Era buio pesto e lui lasciava cadere di tanto in tanto una noce di cocco per sentire se cadeva nell'acqua o sul terreno solido. Quando sentì il rumore di un rimbalzo capì che poteva scendere dall'albero. Si costruì una capanna e iniziò a coltivare un piccolo orto. Era solo. Allora si tagliò un pezzetto di carne e lo piantò in terra. Da questo nacque una donna che divenne sua moglie.

 

 

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I Colla, Ande, Bolivia

Alcuni avventurosi in cerca di ricchezza viaggiavano nella giungla amazzonica. Per aprirsi la via e formare un villaggio incendiarono un tratto di foresta. Gli dèi delle montagne si infuriarono perchè il fumo anneriva la loro neve. Khuno, il dio della neve, aveva deciso di ucciderli con un diluvio, ma il buon dio della montagna, Illimani (monte alto 6457 m.) suggerì invece di risparmiarli ma di render loro la vita molto dura. Così Khuno distrusse tutto quello che avevano costruito e coltivato. Quegli uomini erano disperati, ma uno di loro venne attratto da una pianta verde brillante dalle bacche rosse. Masticò qualche foglia e si dimenticò di tutti i suoi guai e si sentì forte. Gli altri seguirono il suo esempio.

Quella pianta era la coca.

 

 

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Il Popol Uh, il libro sacro dei Maya, racconta che in tempi molto molto antichi vi fu un grande Diluvio. Mentre nei miti degli altri popoli si trattava quasi sempre di un castigo, qui la storia è molto differente. Si tratta infatti di rimediare a un errore.

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Quetzalcoatl, il Serpente Piumato aveva creato gli uomini dal fango. Ma erano un vero disastro: non ci vedevano e quando pioveva si scioglievano.

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Il dio allora li ruppe e li rifece con il legno. Erano meglio: camminavano, parlavano, procreavano figli, costruivano case. Ma non avevano né anima né cuore, erano come dei pupazzi. Allora il dio, deluso da quelli che aveva creato, inviò un grande Diluvio per ripulire la terra dal suo errore.

 

In una pagina del libro sacro, che risale al 1050 e che si trova a Dresda, si vede il Serpente Piumato dalle cui fauci esce un grande getto di acqua

Poi, con l'aiuto di quattro animali (il Leone di montagna, il Coyote, il Pappagallo e il Corvo), si inventò dei nuovi esseri. Costoro si comportarono bene. Erano i progenitori Maya


 

 

 

 

 

 

 

Anche in altri miti le cause del Diluvio non sono castighi

Per i Lushai (India del nord-est) fu invece una questione d'amore: il re dei demoni dell'acqua si era innamorato di Ngai-ti, ma lei lo aveva respinto. Adirato, il dio provocò un diluvio, il livello continuava a salire e si fermò solo quando gli abitanti gettarono nell'acqua l'infelice fanciulla

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Nella mitologia Mapuche, Cile meridionale, fu una battaglia tra due serpenti. Ciascuno dei due voleva dimostrare che la forza della propria magia era superiore a quella dell'altro. Questo provocò la grande inondazione; e successivamente venne creato il mondo così come lo conosciamo

 

 

 

 

 

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Gli Tsimshian della Colombia Britannica (Canada nord-ovest) narrano che il diluvio fu inviato dal dio Laxha che si era seccato per il rumore dei ragazzini che giocavano.

A Nias, (nord di Sumatra), il Diluvio avvenne a causa del litigio fra le montagne dell'isola. Tutte pretendevano di essere la più alta. Solo così si sarebbe conosciuta la risposta.

 

 


Nel Munda, India Centrale, gli uomini non vennero puniti per la loro cattiveria, ma perchè erano pigri, non si lavavano e trascorrevano il tempo cantando e ballando.


 

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Il più lontano da noi nello spazio è certamente un mito della Nuova Zelanda.



 

 

 

 

Ruatapu e Kahutia erano fratellastri. Quando il padre dichiarò che Kahutia era superiore perché nato da madre nobile mentre Ruatapu era figlio di una concubina quest'ultimo si adirò e decise di uccidere non solo Kahutia, ma anche tutti gli altri numerosi fratelli e fratellastri.

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Allora costruì una waka, una canoa, e li invitò tutti a salire. Aveva praticato un foro nel fondo e lo teneva tappato con un tallone. Arrivato al largo, tolse il tallone e la canoa affondò. Ruatapu invocò il Diluvio.

Fu esaudito e morirono tutti. Si salvò soltanto Kahutia. Infatti aveva cantato un karakia, una formula magica, chiamando le Balene e una di loro arrivò e lo portò a terra.



 

 

 

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Yurok (California del Nord)

 

Il cielo cadde e colpì la terra causando enormi cavalloni che inondarono il terreno. Si salvarono solo due coppie che furono pronte a saltare su una barca.

Il Padrone del Cielo insegnò loro una canzone e quando essi la cantarono, l'acqua cominciò a scendere.

 

 

 

 

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Efik-Ibibio (Nigeria):

Sole e Luna sono marito e moglie e il loro miglior amico, cui spesso facevano visita, era Inondazione. Lo invitavano ripetutamente a casa loro, ma Inondazione diceva sempre di no, la loro casa era troppo piccola. Allora i due costruirono una casa più grande. A questo punto l'invito non poteva più essere rifiutato. Inondazione arrivò e chiese: 'Devo entrare?' 'Certo!' gli fu risposto. Entrò, e l'acqua nella casa arrivava al ginocchio. 'Posso tornare?' 'Sì' Tornò con vari suoi parenti, inclusi pesci e animali marini. Presto l'acqua arrivò al soffitto e Sole e Luna si rifugiarono sul tetto. Inondazione continuava ad tornare sommergendo tutto. Ecco perché Sole e Luna decisero di lasciare la terra e di andare ad abitare in cielo.


 

Benua-Jakun (Penisola Malese)

Il terreno su cui camminiamo non è altro che una pelle che copre un abisso di acqua. In tempi remoti il dio Pirman ruppe questa pelle con un piede inondando così il mondo e distruggendo tutto.

 

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Il Diluvio che noi conosciamo meglio è quello descritto dalla Bibbia. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande.... e disse: io sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato, il bestiame, i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti.

Ma Noè era giusto e integro e il Signore gli ordina di costruire un'arca di legno di cipresso. In questa entrerà con la sua famiglia. E di quanto vive introdurrai nell'arca due di ogni specie.... Per essere conservati in vita....

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Eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. ...Così venne sterminato ogni essere che era sulla terra....

 

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Le acque restarono sulla terra per centocinquanta giorni e poi l'arca si posò sopra le montagne dell'Armenia

 

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Noè fece uscire prima un corvo, poi una colomba e quando la colomba tornò con un rametto di olivo nel becco, Noè capì che poteva sbarcare con la famiglia.

E apparve l'arcobaleno, il patto di alleanza fra Dio e la terra.


 

 

 

 

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Nell'isola di Tahiti si dice che il dio supremo si adirò e distrusse la vita su molte altre isole e terre. Ma questo a loro non è capitato. Che immensa fortuna!

 

 

 

 

In Giappone

Neppure il Giappone fu colpito dal Diluvio.

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Ma....non fu fortuna.

Due studiosi del 19° secolo sostennero questa teoria: il Giappone non soffrì di quella sciagura perché è sulla terra il luogo più vicino al regno degli dèi. I giapponesi furono i primi uomini ad esser creati, i primi e i migliori!

La grande onda splendido dipinto del giapponese Katsushika Hokusai (1760-1849)

 

 

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