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Era mongolo. Si chiamava Temucin, lo soprannominarono Gengis Khan, che significa signore potente, sovrano universale. E poteva permettersi questo appellativo dato che riuscì a conquistare tutte le regioni segnate nella cartina qui sotto!

 

 

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Si racconta che fosse di statura alta, con la testa grossa, la mascella forte, gli occhi penetranti tra il verde e il grigio. Si racconta anche che il modo crudele con cui usava la sua spada creava terrore nei nemici.

Dalla Cina all'Europa, dalla Russia alle terre del Gange, sui monti del Caucaso e nelle ricchezze di Baghdad, nulla poteva fermarlo.

Quando arrivò come una tempesta in Polonia e Ungheria tutta l'Europa tremò, ma lui diresse il suo esercito verso i paesi musulmani e arabi, e il pericolo svanì.


 


 

 

Temucin nacque intorno al 1160 in Mongolia.

Suo padre, discendente da antichi khan mongoli, era il capo di una piccola tribù che conduceva vita nomade. Erano cavalieri e arcieri abilissimi, erano analfabeti, non sapevano coltivare la terra e avevano una religione primitiva di carattere magico.

Quando Temucin era ancora bambino suo padre morì. Aveva quattro fratellini e, con la madre, vissero anni di miseria.

 

04 La spada mongola

 

A tredici anni il ragazzo riunì la tribù e altre orde tartare che si erano disperse e ne divenne il capo. Ma queste, non volendo obbedire a uno così giovane, lo fecero prigioniero.

Fuggì e la seconda volta riuscì nel suo intento, allargando sempre di più il numero delle tribù e imponendo a tutti la sua volontà.

 

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Fu un'ascesa inarrestabile con stragi, distruzione e morte ovunque passasse il suo esercito.

Gengis Khan fu anche un buon legislatore, ma rimane famoso per la ferocia delle sue azioni di guerra.

 

 

 

 

 

 

 

07 bis

 

 

Teneva sempre sul braccio il suo falcone preferito. 'Migliore e più preciso di qualsiasi freccia, diceva, il mio falco può librarsi alto nel cielo e scorgere tutto ciò che un essere umano non può vedere.' Quando il facone morì, ordinò che gli si facesse una scultura in oro.

 

 

 

 

 

 

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Morì in Cina a quasi settant'anni, era il 18 agosto del 1227, non si sa se a causa di una ferita o di malattia.

 

Grande fu il compianto per la sua morte.

 

 

 



Il vasto impero venne diviso fra i figli, ma la potenza dei suoi eredi durò poco.

Il tutto fu un travolgente ed effimero assalto al mondo da parte dei nomadi a cavallo.



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Finora è storia.

Racconterò adesso una piccola leggenda di cui sono venuta a conoscenza durante un viaggio in Uzbekistan.

A Bukhara esiste uno dei due soli minareti in tutto l'oriente risparmiati dalla furia delle orde di Gengis Khan (non ricordo dove sia l'altro e perché non sia stato distrutto).



Si racconta che nel 1220 il mongolo arrivò nella piazza di Bukhara dopo aver raso al suolo tutto quello che aveva trovato sul suo passaggio.

Vide il minareto e buttò indietro la testa per la meraviglia e l'ammirazione.

Gli cadde il copricapo.

Lo interpretò come un segno a cui si doveva ubbidire e il minareto fu salvo.